statuto

Art. 1 – Denominazione

E’ costituita l’associazione denominata KITCHEN STORY, in seguito chiamata per brevità “associazione”, con sede legale in Milano, Viale Gian Galeazzo 3.

Il consiglio direttivo dell’associazione potrà con propria delibera spostare liberamente la sede all’interno dello stesso comune. L’associazione è una libera formazione sociale apartitica, apolitica e aconfessionale, con durata illimitata nel tempo e senza scopo di lucro. Essa potrà aprire sedi e succursali in altre città e regioni d’Italia. Ai sensi e per gli effetti della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e della legge regionale della Lombardia 1/2008, l’associazione si configura quale “Associazione di Promozione Sociale”. L’associazione è disciplinata, oltre che dalla legge 383/2000, dagli art. 36 e seguenti del codice civile nonché dal presente statuto.

Art. 2 – Scopi ed attività

L’Associazione – nel perseguire finalità di solidarietà sociale in favore degli associati e di terzi – si propone di ideare e realizzare progetti innovativi e ha per scopo l’operare nel campo sociale e culturale al fine di:

  • promuovere e diffondere la cultura della lettura e della cucina
  • favorire i processi di integrazione tra le diverse culture conviventi nel centro urbano
  • individuare, animare e “abitare”, anche in forma temporanea, luoghi informali d’incontro e di confronto, di studio e di ricerca, dove promuovere e alimentare la creatività e l’eccellenza nella letteratura e nella cucina
  • accostare il piacere della cucina al piacere della lettura
  • sperimentare modelli che ibridano il fisico con il digitale
  • promuovere la socialità e le modalità di collaborazione
  • promuovere la tutela dei diritti civili e umani e la solidarietà sociale verso terzi
  • promuovere la solidarietà tra i soci nell’ottica di una visione solidaristica della società.

L’associazione, nel rispetto della piena libertà e dignità degli associati, sviluppa le seguenti attività direttamente o in collaborazione con i propri soci, finalizzate al conseguimento dell’oggetto sociale:

  • costruzione e conservazione di un patrimonio librario unico
  • costruzione e sperimentazione di una libreria digitale
  • organizzazione di gruppi di lettura con generazione di contenuti aumentati dai commenti a margine (social reading)
  • trovare e creare occasioni per realizzare una programmazione di incontri e mostre agili, sperimentali ed esportabili, con nuovi protagonisti della scena nazionale e internazionale sui temi confinanti citati precedentemente, arrivando cioè a produrre manifestazioni culturali sostenibili, che possano girare nei luoghi dove è già presente una attenzione per le culture letterarie e gastronomiche o potrebbe insediarsi in futuro
  • promuovere e organizzare corsi di cucina tematici e cultura gastronomica
  • realizzare libri digitali e cartacei con la collaborazione degli associati
  • progettazione di eventi legati alla cultura delle “cucine del mondo”
    • sperimentazioni linguistico/culinarie in collaborazione con altre associazioni affini
    • promozione e organizzazione di attività di formazione in ambito culturale, stage, scambi culturali
    • realizzazione di progetti editoriali anche attraverso la realizzazione di oggetti digitali ( video, app).
    • organizzazione attività ricreative e culturali a favore di un migliore utilizzo del tempo libero dei soci.
  • organizzazione di incontri, tavole rotonde, manifestazioni culturali, artistiche e intellettuali
  • raccolta, ordinamento e conservazione presso la propria sede pubblicazioni e materiali di informazione e documentazione relative alle attività svolte
  • istituzione e gestione di centri culturali nonché lo svolgimento di  attività di formazione e consulenza in senso prevalentemente gratuito o comunque di natura sociale. L’associazione si propone inoltre come struttura di servizi per associazioni, fondazioni, categorie e centri che perseguano finalità che coincidano, anche parzialmente, con gli scopi della stessa.
  • esercizio in via marginale di circoli, ritrovi ed attività affini, senza fini di lucro, secondo le leggi in materia e le prescrizioni fiscali vigenti
  • pubblicazioni in proprio, acquisto, divulgazione e distribuzione di edizioni fonografiche, audiovisive, multimediali, oggetti digitali, app, materiale vario d’interesse culturale, scientifico, storico
  • promozione e produzione un suo sito web, cataloghi e altro materiale utile
  • l’associazione si propone inoltre di effettuare attività di beneficenza diretta o indiretta verso altri enti non profit tramite elargizioni di contributi a favore di altre associazione e/o enti, nonché di dare aiuti di natura economica a carattere umanitario e di solidarietà a privati, su proposta dei soci ed approvazione del consiglio direttivo.

L’associazione potrà svolgere qualunque attività connessa o accessoria a quelle sopra elencate, necessarie o utili alla realizzazione delle finalità sociali e con riferimento all’oggetto sociale, nonché esercizio di attività commerciali accessorie a quelle istituzionali nel rispetto della normativa fiscale vigente.

Per realizzare le sue finalità l’Associazione potrà attivare una rete di collaborazioni con altre associazioni analoghe, con enti pubblici e privati, con associazioni di promozione sociale, solidarietà sociale e volontariato ed ogni altra tipologia di ente non profit in una logica di promozione sociale. L’Associazione, nello svolgimento delle proprie attività, tutela i diritti inviolabili della persona.

Articolo 3 – Soci

Possono domandare di aderire alla Associazione di promozione Sociale, le persone fisiche, le Associazioni di Volontariato, le Associazioni di Promozione Sociale, Assistenziale e Culturale, le Cooperative Sociali, i Club di Servizio, gli Enti, le Fondazioni e le Organizzazioni senza fini di lucro in genere che, avendo  come scopo la solidarietà sociale, e condividendo  le finalità dell’associazione, siano ammessi dal Consiglio Direttivo a seguito di domanda scritta e che siano in regola con il pagamento delle quote associative annue stabilite dal Consiglio Direttivo. Tutti i soci sono tenuti al versamento della quota associativa annua, che viene periodicamente stabilita dal Consiglio Direttivo, e vale per l’anno solare in cui è versata. Sono escluse partecipazioni temporanee alla vita dell’associazione. La quota sociale è intrasferibile e intrasmissibile in qualunque caso. Le persone giuridiche sono rappresentate presso l’associazione dal proprio legale rappresentante ovvero da persona da esso delegata.

Articolo 4 – Diritti e Doveri dei Soci

Tutti i soci godono degli stessi diritti e sono assoggettati agli stessi doveri.

Chiunque intenda diventare socio deve:

  • presentare domanda su apposito modello;
  • i soci hanno il dovere di osservare le disposizioni ed i principi generali contenuti nella legge 383/2000, il presente statuto, le deliberazioni assunte dall’Assemblea dei soci e le direttive impartite dal Consiglio direttivo.
  • i soci possono, inoltre, essere chiamati a contribuire alle spese annuali, su delibera del Consiglio Direttivo dell’associazione, con un contributo in denaro.
  • i soci possono, inoltre, essere chiamati a svolgere le attività preventivamente concordate;
  • accettare e condividere quanto indicato nello statuto e nei regolamenti interni.

I Soci in regola con la quota di iscrizione hanno i seguenti diritti:

  • di partecipare, secondo il principio democratico, alla organizzazione ed alla vita associativa
  • di eleggere gli organi statutari dell’associazione;
  • di ottenere informazioni ed esercitare controlli stabiliti dalle leggi e dallo statuto;
  • di ottenere il rimborso delle spese autorizzate ed effettivamente sostenute per l’attività prestata in favore dell’Associazione.
  • di conoscere i programmi con i quali l’associazione intende attuare gli scopi sociali
  • di partecipare alle attività promosse dall’associazione
  • di usufruire di tutti i servizi dell’associazione

I Soci dovranno prestare la propria attività in modo spontaneo e gratuito, salvo quanto diversamente stabilito dal presente statuto successivamente, e dovranno tenere una condotta morale conforme all’attività dell’Associazione. Ai soci possono essere rimborsate le spese effettivamente sostenute e documentate, secondo opportuni parametri validi per tutti gli aderenti, preventivamente stabiliti dal Consiglio Direttivo. In taluni casi, in conformità alla legge 383/2000, è possibile in caso di particolare necessità di assumere dipendenti, avvalersi di consulenti anche ricorrendo ai propri soci. I soci non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione. La quota sociale è intrasferibile e non è ammessa partecipazione temporanea alla vita associativa.

Articolo 5 – Perdita della qualità di Socio

La qualità di socio può venir meno per recesso volontario, decadenza, scioglimento dell’ente associato o esclusione.

Nel primo caso il socio che non intende continuare a collaborare alle attività dell’Associazione deve darne comunicazione per iscritto al Consiglio Direttivo; tale recesso avrà decorrenza immediata.

Nel secondo caso, il Consiglio Direttivo può dichiarare decaduto d’ufficio il socio che non ha versato la quota associativa entro la scadenza annua stabilita per il versamento e comunque al massimo che non abbia versato entro il 28 febbraio dell’anno seguente a quello in cui la quota sociale è scaduta.

Il Consiglio Direttivo, sentito il parere del Collegio dei Probiviri, e nel rispetto del diritto al contraddittorio, può dichiarare l’esclusione del socio per indegnità o per condotta immorale o non conforme all’attività dell’Associazione; in particolare può essere escluso il socio che:

  • non osserva i regolamenti interni e le deliberazioni prese a norma di statuto;
  • svolga attività palesemente in contrasto con le finalità e gli scopi dell’Associazione;
  • leda l’immagine dell’Associazione.
  • non provveda al pagamento, entro 10 giorni dalla messa in mora, dei servizi fruiti o delle spese annuali deliberate dal Consiglio Direttivo o non esegua le prestazioni o i servizi previamente concordati entro i termini stabiliti.

L’esclusione deve essere comunicata al socio per iscritto a mezzo lettera raccomandata. In caso di esclusione, il socio può richiedere, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui sopra, la convocazione immediata del Collegio dei Probiviri dell’Associazione per esporre in tale sede le proprie ragioni.  Il Collegio dei Probiviri decide in autonomia.

Nel caso in cui il socio escluso rivesta una carica sociale, decade immediatamente e automaticamente da tale carica, salvo l’eventuale  reintegro di cui al punto precedente.

Le modalità di esercizio del diritto di difesa e le procedure deliberative del Consiglio Direttivo in sede disciplinare e del Collegio dei Probiviri dell’Associazione, saranno disciplinati da un regolamento di disciplina che sarà approvato da parte dell’Assemblea dei soci.

Articolo 6 – Patrimonio e strumenti finanziari

Il patrimonio dell’associazione è costituito dai beni mobili ed immobili conferiti all’atto della costituzione ed in esso risultanti.

Il patrimonio potrà essere incrementato con:

  • acquisti, lasciti e donazioni di beni mobili ed immobili pervenuti all’associazione a titolo di incremento del patrimonio,
  • lasciti e donazioni con destinazione vincolata,
  • sopravvenienze attive non utilizzate per il conseguimento degli scopi istituzionali.

E’ comunque fatto salvo l’obbligo di provvedere alla conservazione e al mantenimento del patrimonio.

L’associazione persegue i propri scopi mediante l’utilizzo di:

a) quote e contributi degli associati;

b) eredità, donazioni e legati;

c) contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali o di istituzioni pubbliche, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;

d) contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;

e) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;

f) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

g) erogazioni liberali degli associati e dei terzi;

h) entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi

i) altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale;

j) rendite patrimoniali.

Le elargizioni liberali in denaro, le donazioni e i lasciti, sono accettate dall’assemblea, che delibera sull’utilizzazione di esse, in armonia con le finalità statutarie dell’organizzazione. Gli utili o gli avanzi di gestione devono essere reinvestiti per la realizzazione delle attività istituzionali previste nello statuto

Articolo 7 – Esercizio sociale

L’anno finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.

Il Consiglio direttivo predispone il rendiconto economico-finanziario che deve essere approvato dall’Assemblea dei soci entro il 30 aprile di ogni anno. Il rendiconto predisposto dal Consiglio direttivo deve essere depositato presso la sede dell’Associazione entro 15 giorni precedenti la seduta dell’Assemblea per poter essere consultato da ogni associato. L’Assemblea può incaricare il Consiglio direttivo di predisporre entro il 31 ottobre di ogni anno un documento di programmazione economica che sarà comunque privo di valore autorizzatorio; anche in questo caso il documento di programmazione economica dovrà essere approvato dall’Assemblea dei soci entro il 31 dicembre. Il documento di programmazione economica predisposto dal Consiglio direttivo deve essere depositato presso la sede dell’Associazione entro 15 giorni precedenti la seduta dell’Assemblea per poter essere consultato da ogni associato. E’ vietata in qualsiasi forma, anche indiretta, la distribuzione fra gli associati di utili, proventi ed avanzi di gestione.

Articolo 8 – Organi

Sono organi sociali:

  • l’Assemblea dei Soci;
  • il Consiglio Direttivo;
  • il Presidente;

Possono inoltre essere costituiti i seguenti organi di controllo e di garanzia:

– Collegio dei Revisori;

– Collegio dei Probiviri.

Le cariche sono totalmente elettive senza alcuna deroga e gratuite; fatti salvi gli eventuali rimborsi spese preventivamente concordati.

Articolo 9 – Assemblea

L’Assemblea è il massimo organismo deliberante.

L’Assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità degli associati e le sue deliberazioni prese in conformità alla legge ed al presente statuto obbligano tutti gli associati. Hanno diritto di intervenire all’assemblea tutti i soci in regola col pagamento della quota associativa. Ogni socio ha diritto a un voto. L’Assemblea è ordinaria e straordinaria.

In particolare, l’Assemblea ha il compito:

  • di approvare il  bilancio consuntivo e preventivo e le relazioni annuali del Collegio dei Revisori;
  • di fissare gli indirizzi e le direttive generali dell’Associazione;
  • di nominare il Presidente, il Segretario e, se necessario, due scrutatori;
  • di nominare i componenti  del Consiglio Direttivo  e del Collegio dei Revisori,
  • di deliberare sugli argomenti che siano sottoposti alla sua approvazione dal Consiglio Direttivo;
  • di deliberare sulle modifiche dello statuto dell’Associazione e sull’eventuale scioglimento dell’Associazione stessa.
  • di deliberare su tutto quant’altro demandato per legge e per statuto all’Assemblea stessa.

Art. 10 Delibere Assembleari

Il Consiglio Direttivo deve convocare l’Assemblea Ordinaria dei Soci almeno una volta l’anno entro il 30 aprile, ovvero entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, per l’approvazione del bilancio consuntivo e del bilancio preventivo. Essa deve inoltre essere convocata ogni qualvolta ciò venga richiesto dal Presidente dell’associazione, dal Consiglio Direttivo o, mediante domanda motivata e firmata da almeno un decimo dei soci.  La convocazione deve essere fatta a mezzo di messaggio elettronico, fax, lettera o bollettino associativo a tutti gli associati  almeno quindici giorni prima della data della riunione. La convocazione va altresì comunicata ai Probiviri e ai Revisori, che hanno facoltà di partecipare alle riunioni assembleari.  La convocazione deve in ogni caso contenere l’ordine del giorno. Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza dei voti e con la presenza di almeno la metà degli Associati. In seconda convocazione, la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Per modificare l’atto costitutivo e lo Statuto occorrono:

  • in prima convocazione, la presenza di almeno tre/quarti ( il 75% ) degli Associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti;
  • in seconda convocazione la presenza di almeno un terzo degli Associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio, occorre il voto favorevole di almeno tre/quarti degli Associati. Le Assemblee verranno verbalizzate, trascritte sul libro verbali e ivi sottoscritte dal Presidente e dal Segretario. Detto libro verbali, unitamente ai bilanci e a tutti gli altri libri, atti e registri dell’Associazione, restano a disposizione di tutti gli Associati per la consultazione presso la sede dell’Associazione.

Articolo 11 – Consiglio Direttivo

L’Associazione è amministrata  da un consiglio direttivo composto da un minimo di 3 membri ad un massimo di 5 membri  eletti tra i soci in regola con la quota associativa. Il Consiglio resta in carica tre anni. Il Consiglio è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’associazione senza limitazione alcuna, ad eccezione di quanto attribuito per legge o statuto all’Assemblea dei Soci.  In particolare si occupa: dell’ammissione di nuovi soci; di stabilire le quote annuali dovute dai soci; della convocazione delle Assemblee; di attuare le direttive generali stabilite dall’Assemblea; di predisporre il bilancio preventivo e consuntivo dell’Associazione e di presentarlo, per l’approvazione all’Assemblea, unitamente alla relazione del Collegio dei Revisori; di assumere eventuale personale dipendente, determinandone la retribuzione; di emanare eventualmente appositi regolamenti contenenti le norme per il funzionamento dell’associazione, la cui osservanza e’ obbligatoria per tutti gli associati; di favorire il buon funzionamento dell’Associazione e di promuovere ogni iniziativa volta al perseguimento degli scopi sociali. Se vengono a mancare uno o più consiglieri eletti, il Consiglio Direttivo provvede a sostituirli, nominando al loro posto i primi dei non eletti nell’ultima votazione. I nuovi consiglieri scadono insieme a quelli che sono in carica all’atto della loro nomina. Qualora la maggioranza dei membri del Consiglio si dimetta, l’intero Consiglio Direttivo si intenderà decaduto, e spetterà all’assemblea nominare il nuovo Consiglio. Il Consiglio direttivo elegge al proprio interno il Presidente dell’Associazione ed il Vice Presidente nel corso della prima riunione.

Art. 12 Riunioni consiliari

Il Consiglio Direttivo si raduna tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta da almeno due dei suoi membri e comunque almeno una volta ogni tre mesi. Ogni membro del Consiglio Direttivo dovrà essere invitato alla riunioni almeno tre giorni prima; solo in caso di urgenza il Consiglio Direttivo potrà essere convocato nelle ventiquattro ore precedenti. L’avviso di convocazione dovrà indicare gli argomenti posti all’ordine del giorno. Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio ed il  voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede. Il Consiglio è presieduto dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, dal Vice Presidente, o in assenza di quest’ultimo dal più  anziano  di età dei presenti. In caso di assenza o di impedimento del segretario le sue funzioni saranno svolte da persona designata da chi presiede la riunione. Delle riunioni del Consiglio verrà redatto, su apposito libro,  il relativo verbale,  che verrà sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Articolo 13 – Presidente

Il Presidente, eletto tra i consiglieri e in sua assenza il Vice Presidente, rappresenta legalmente l’Associazione nei confronti dei terzi e in giudizio. In particolare il Presidente si preoccupa di convocare le riunioni del Consiglio Direttivo e le presiede, curando l’esecuzione delle relative delibere. Nei casi di urgenza può esercitare i poteri del Consiglio, salvo successiva ratifica del Consiglio stesso alla prima riunione consiliare. Al presidente spetta il compito di tenere e aggiornare i libri contabili e di predisporre la bozza di bilancio consuntivo e preventivo dell’Associazione nonché tutti gli altri libri. Il presidente ha facoltà di aprire e chiudere conti correnti e intrattenere rapporti con gli istituti di credito, le assicurazioni e con altri fornitori, stipulando i contratti deliberati dal Consiglio Direttivo.

Articolo 14 – Collegio dei Probiviri

Tutte le eventuali controversie tra soci e tra questi e l’Associazione o suoi organi, saranno sottoposte, in tutti i casi non vietati dalla legge e con esclusione d’ogni altra giurisdizione, alla competenza di un collegio di tre Probiviri eletti dall’assemblea sia tra soci che tra non soci, che resterà in carica tre anni.

Articolo 15 – Collegio dei Revisori

Il Collegio dei Revisori, qualora istituito, dura in carica tre anni, è composto di tre membri effettivi e uno supplente, eletti dall’Assemblea dei soci sia tra i soci che tra i non soci. Il collegio al suo interno nomina il Presidente. Esso provvede al controllo della correttezza della gestione, in relazione alle norme di legge e di Statuto. In particolare, provvede al riscontro della gestione finanziaria; accerta la regolare tenuta delle scritture contabili; esprime il parere mediante apposite relazioni sui conti consuntivi e sui bilanci preventivi; effettua verifiche di cassa. I Revisori potranno, altresì, procedere in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo.

Art. 16 – Modifica statuto e scioglimento associazione

Le proposte di modifica allo statuto possono essere presentate all’Assemblea da uno degli organi o da almeno un decimo dei soci. Le relative deliberazioni sono approvate dall’Assemblea straordinaria con la presenza di almeno tre quarti dei soci e il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Lo scioglimento e quindi la liquidazione dell’associazione può essere proposto dal Consiglio direttivo e approvato, con il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci, dall’Assemblea straordinaria dei soci convocata con specifico ordine del giorno. In caso di scioglimento, cessazione o estinzione il patrimonio residuo dell’ente deve essere devoluto, dopo la liquidazione, ad associazioni con analoghi fini di utilità sociale, sentito l’Organismo di Controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della Legge 23/12/1996, n. 662, come sostituito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e salvo diversa destinazione imposta dalla Legge. In nessun caso possono essere distribuiti beni, utili e riserve ai soci, neppure in forma indiretta.

Art. 17 Norme generali

Per quanto non contemplato nel vigente statuto si osservano le norme previste dal Codice Civile, quelle previste dalla legge 383/2000 e quelle previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, in quanto compatibili.

 

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